lunedì 2 novembre 2009

Lezione 4: l'accento

L'accento

In italiano, a differenza di altre lingue in cui occupa posti fissi, l'accento è libero e mobile.
A seconda della sillaba su cui cade l'accento tonico, le parole si distinguono in:
• tronche (o ossitone), quando l'accento cade sull'ultima sillaba: bontà, virtù, parlò;
• piane (o parossitone), quando l'accento cade sulla penultima sillaba: pane, civile;
• sdrucciole (o proparossitone), quando l'accento cade sulla terzultima sillaba: classifica, tavolo, psicologo;
• bisdrucciole, quando l'accento cade sulla quartultima sillaba: mandaglielo, scrivimelo;
• trisdrucciole, quando l'accento cade sulla quintultima sillaba: ordinaglielo.

In italiano la maggior parte delle parole sono piane. Numerose sono anche le sdrucciole e le tronche. Rare le bisdrucciole e le trisdrucciole.

L'uso dell'accento
In italiano esistono alcune parole che si distinguono solo per la presenza o l'assenza dell'accento grafico, in questo caso obbligatorio:

ché (congiunzione = perché) che (pronome e congiunzione)
dà (verbo) da (preposizione)
dì (nome - giorno) di (preposizione)
è (verbo) e (congiunzione)
là (avverbio) la (articolo e pronome)
lì (avverbio) li (pronome)
né (congiunzione) ne (pronome e avverbio)
sé (pronome) se (congiunzione)
sì (avverbio) si (pronome)
tè (nome) te (pronome)


Vi sono altre parole dette omografe ma non omofone, cioè che si scrivono identiche ma occorre distinguere all'orale …mettendo l'accento sulla sillaba corretta!

NB. Gli accenti grafici marcati in questa lista di esempi sono facoltativi, cioè non occorre scriverli in quanto il contesto consente di determinare la loro posizione e quindi il significato corretto della parola.
lèggere leggère
àmbito ambìto
àncora ancòra
circùito circuìto
fòrmica formìca
sùbito subìto
àltero altèro
nòcciolo nocciòlo
àgito agìto agitò
ìntimo intìmo intimò
càpitano capitàno capitanò
càpito capìto capitò

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